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Ott 20
Le spese detraibili al 19% in dichiarazione dei redditi
Le transazioni con carta di credito del familiare sono corrette ai fini della deducibilità della spesa, purché l’onere sia effettivamente sostenuto dall’intestatario del documento di spesa.
Imu, accertamenti sugli ultimi 5 anni per le residenze fittizie
I Comuni possono avviare gli accertamenti e recuperare l’Imu non pagata negli ultimi cinque anni dalle famiglie in cui i coniugi hanno scelto la strada della doppia residenza, e quindi della doppia abitazione principale per evitare l’imposta.
FATTURAZIONE ELETTRONICA
Dal primo gennaio 2021 diventano obbligatorie le nuove classificazioni per alcune operazioni . Sono stati soppressi i codici N2 N3 e N6 e sostituiti da altri con un maggiore grado di classificazione.
Set 30
CREDITO D’IMPOSTA PER LE COMMISSIONI PAGATE SUI P.O.S.
Dal 1° luglio 2020 gli imprenditori e i professionisti che hanno conseguito , nell'anno precedente, ricavi e compensi non superiori a 400 mila euro, possono fruire di un credito d'imposta pari al 30% delle commissioni pagate per le transazioni elettroniche effettuate da privati .
CONTRIBUTI A FONDO PERSO ART 25 DEL D.L. N.34 DEL 19/5/2020
CONTRIBUTO FONDO PERSO GUIDA ALLA COMPILAZIONE 
Apr 02
BONUS 600 EURO INPS covid-19
Breve guida alla compilazione della domanda  all’inps dei “bonus 600 euro”     GUIDA COMPILAZIONE
Il regime contributivo di artigiani e commercianti
La determinazione dei contributi I contributi dovuti dagli iscritti alla gestione artigiani e commercianti prevedono il versamento di un contributo minimo obbligatorio, dovuto sulla base del reddito minimale fissato dall’Inps annualmente. Se il reddito d’impresa supera il minimale, devono essere versati anche i contributi sulla parte eccedente, sulla base di aliquote aggiornate annualmente dall’Istituto. La contribuzione per gli artigiani e i commercianti avviene a favore dell’Inps a seguito dell’iscrizione alla relativa Gestione artigiani o commercianti. In tal caso è previsto il versamento di un contributo minimo obbligatorio, dovuto sulla base del reddito minimale fissato dall’Inps annualmente, indipendente dal fatto che il reddito dichiarato sia inferiore al minimale stesso. Tale importo, quindi, deve essere versato a prescindere dal reddito dichiarato ai fini Irpef. Se il reddito d’impresa, invece, supera il reddito minimale, devono essere versati anche i contributi per la parte eccedente, sulla base di determinate aliquote aggiornate annualmente dall’Istituto. I contributi sono dovuti fino a che il reddito raggiunge un importo definito massimale. Deve essere corrisposto, inoltre, il contributo di maternità per il quale l’ammontare viene stabilito annualmente dall’Inps. Il reddito minimale fissato per il 2019 è pari a euro 15.878,00. I contributi minimi obbligatori che gli artigiani devono corrispondere […]
ACQUISTO DEL CARBURANTE E FATTURA ELETTRONICA
Tutti gli acquisti di carburantedevono essere sempre documentati con fattura elettronica e ciò anche nel caso in cui il pagamento sia avvenuto con uno strumento tracciabile. Ma in caso di impedimento è possibile emettere una autofattura. Leggi come...
RIPORTO DELLE PERDITE ANCHE PER I CONTRIBUENTI IN CONTABILITA SEMPLIFICATA E RECUPERO DELLE PERDITE 2017
Ripescaggio delle eccedenze di perdite 2017 delle imprese minori per abbattere i redditi d’impresa 2018, 2019 e 2020. Nello sdoganare la possibilità di ripescare le eventuali eccedenze di perdite non compensate relative al 2017, la disposizione transitoria prevista solo per le imprese minori, sancisce che tali perdite possano essere utilizzate per abbattere solo altri redditi di impresa (utilizzo verticale) riferiti agli anni 2018, 2019 e 2020 nella misura del 40% per i primi due e del 60% per il 2020. Le Entrate chiariscono che le limitazioni si applicano a prescindere dal regime contabile da cui derivano i redditi degli anni successivi al 2017. Da un lato, quindi, vengono esclusi utilizzi maggiorati secondo le regole ordinarie (base 80%) rispetto alla limitazione speciale, dall’altro viene precisato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che le eccedenze di perdita d’impresa “semplificate” possono abbattere nel corso del triennio anche redditi d’impresa “ordinari Inoltre l’occasione poteva essere utile per chiarire una volta per tutte che l’utilizzo delle perdite d’impresa riportate ad abbattimento dei redditi nell’anno di cessazione dell’attività, non sconta alcuna limitazione fino a concorrenza del reddito d’impresa da tassare. Le istruzioni alle dichiarazioni I modelli Redditi 2019 pubblicati l’altro ieri, recepiscono, tra le altre, le […]
Nov 26
LA FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI
LA FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI DAL 1 GENNAIO 2019 OBBLIGO DI LEGGE L’obbligo di fatturazione elettronica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva, sia nel caso in cui la cessione/prestazione è effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale. La fattura elettronica sostituisce (non si aggiunge) la fattura cartacea in vigore fino al 31 dicembre 2018. Si assolve mediante l’invio telematico di un file all’Agenzia delle Entrate, trasmesso tramite il Sistema di Interscambio (SdI). In pratica si invia, un file per ogni fattura emessa, all’agenzia delle entrate, che attraverso il SdI provvede alla consegna telematica del file al cliente. Naturalmente si può continuare ad inviare al cliente la fattura in pdf, che non avrà però valore fiscale. Il processo della fatturazione elettronica è piuttosto complesso per questo è necessario essere assistiti da un software che partendo dalla compilazione della fattura cartacea assolva a tutti gli obblighi previsti. L’Agenzia delle entrate mette a disposizione software gratuiti per adempiere correttamente al nuovo obbligo. Tutte le informazioni utili si possono reperire dal sito: https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/aree%2btematiche/fatturazione%2belettronica in “Fatture elettroniche e corrispettivi” sono disponibili, infatti, […]
Set 22
DPO E REGISTRO TRATTAMENTI
    Qualsiasi tipologia di professionista  svolge la propria attività avvalendosi di informazioni. Queste, in massima parte, sono riconducibili direttamente o indirettamente a persone e, pertanto, vanno utilizzate secondo le prescrizioni di legge a protezione dei dati personali. È comprensibile, quindi, che l’avvento del nuovo regolamento europeo 2016/679 (Gdpr) abbia sollevato numerosi interrogativi riguardo alla sua applicabilità in ambito professionale. Ogni professionista si chiede cosa cambi dal passaggio della normativa del codice privacy a quella del Gdpr e a seguito dell’introduzione del decreto di adeguamento 101/2018, in vigore da oggi. Spaventa il complesso impianto regolatorio introdotto dalla norma europea e, allo stesso tempo, il novello principio della responsabilizzazione del professionista nel valutare l’adeguatezza del proprio comportamento nell’utilizzo delle informazioni personali, aggiunge ulteriore disagio anziché consentirne di cogliere quei margini di flessibilità comportamentale che ne conseguono. Per tentare di fare chiarezza sull’impatto, vanno distinti i contesti di riferimento e le tipologie di attività; l’impatto è naturalmente diverso per un contabile rispetto a un medico e, in quest’ultimo caso, le regole possono cambiare se si svolge l’attività sanitaria come medico ordinario piuttosto che come medico legale. Non bisogna dimenticare, infatti, che la disciplina è scalabile in base a diversi criteri: la finalità […]